Silvia Romano: torna in Italia dopo 18 mesi

Silvia Romano: torna in Italia dopo 18 mesi

La volontaria milanese era stata rapita il 20 novembre 2018 in Kenya. Ieri, 9 maggio, il premier Giuseppe Conte ha annunciato la liberazione in un tweet: “Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia!”. L’operazione dell’Aise, guidata dal generale Luciano Carta, si è svolta in collaborazione con i servizi turchi e somali.

Chi è Silvia Romano

Silvia si è laureata in Mediazione Linguistica per la Sicurezza e Difesa Sociale al Ciels, nel febbraio 2018. Nell’estate di quell’anno ha la sua prima esperienza come volontaria in Africa, in un orfanotrofio a Likoni. Il sequestro, però, avviene dopo essere tornata in Africa per la seconda volta.

Il rapimento

La ragazza viene rapita nell’ufficio dell’organizzazione per cui lavorava a Chakama. Gli aggressori erano otto e la polizia kenyota ha dichiarato che avevano “sparato indiscriminatamente”. Un testimone ha spiegato che Silvia sembrava essere l’obiettivo del gruppo. La volontaria, infatti, era stata portata via con una moto, verso una zona boschiva. Iniziano così mesi di indagini, dubbi e arresti. Viene preso in considerazione un possibile trasferimento in Somalia, orchestrato dal gruppo islamista Al-Shabaab.

La trattativa

La consegna dell’ostaggio è avvenuta il 9 maggio 2020 nei pressi di Mogadiscio. La prova che la ragazza fosse ancora viva era arrivata alla fine di aprile, al termine della trattativa dell’intelligence italiana, mentre la certezza che la ragazza stesse bene, nonostante fosse in prigionia, era arrivata a novembre. Secondo i servizi segreti, le teorie della presunta morte della ragazza avevano l’obiettivo di far salire il prezzo del rilascio. Sei mesi fa, con la certezza che Silvia fosse ancora viva, era stata avviata la trattativa per il riscatto. Un negoziato che si è intensificato a metà aprile e durato fino al via libera ottenuto grazie alla mediazione dei turchi.

Ad accoglierla oggi, domenica 10 maggio, all’aeroporto di Ciampino, ci sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. In seguito, probabilmente, la procura italiana approfondirà la vicenda.