Quattro chiacchiere con Angelo Greco, avvocato e fondatore di LaLeggePerTutti.it

Angelo Greco: l’esempio di come impegno e dedizione combinati ad una profonda preparazione e al pizzico di passione che non guasta mai, si possano davvero rivelare la chiave del successo.

Per Greco a fare la differenza è stata la NOVITÀ: la legge è sempre stata materia per pochi, ma l’intuizione di portare tutto questo direttamente nelle nostre case ha cambiato la sua e le nostre vite.

Lei ha un canale YouTube che tutti conosciamo: “Questa è la legge”. Vorrei chiederle innanzitutto come è nato il progetto sia del sito che del canale YouTube.


Diciamo che il canale YouTube è uno spin-off del sito. Il tutto è nato semplicemente, come tutte le cose, per gioco, o meglio, per iniziativa di carattere professionale; infatti come sapete le professioni sono state colte da una profonda crisi nel 2008 e allora per cercare un nuovo tipo di mercato ho provato a lanciare un sito che potesse spiegare al cittadino quali fossero i suoi diritti e doveri. Poco alla volta poi il sito è entrato nei primi 1000 l’Italia, poi nei primi 100, adesso il dodicesimo sito al mondo più influente in Italia secondo i dati di Alexa Amazon.
Il primo è Google, il secondo YouTube, poi c’è Facebook, una marea di siti porno, la Repubblica e infine ci siamo noi: quindi possiamo dire di essere il primo giornale di diritto in Italia in questo momento. “La legge per tutti” da informazione è poi diventato anche consulenza, offrendo servizi accessibili a chiunque.
Mentre cresceva il sito sono stato chiamato in Rai 1 per partecipare ad una trasmissione che forse avete visto ” Uno Mattina”, nel corso della quale, tra il 2016 e il 2017, presentavo con Elisa Isoardi uno spazio dedicato ai diritti del consumatore. Come spesso succede quando vai all’estero e magari impari una lingua nuova, quando torni in Italia vuoi continuare a parlarla semplicemente per non arrugginirti. Io, finita l’esperienza in RAI, ho voluto riprendere in mano la telecamera per non perdere quella confidenza che avevo ormai con l’obiettivo; anche perché non è cosa facile confrontarsi con una diretta tra le telecamere: è uno stress non indifferente, uno stress che è diventato per me il pane quotidiano con il canale YouTube.

Mi viene da dire che lei potrebbe essere un po’ “L’Aranzulla della legge”.

Questa è la stessa frase che disse Salvatore. Siamo amici e un giorno abbiamo fatto anche una conferenza insieme, dove lui mi ha detto:<< Ah, ma tu sei Angelo Greco! Io ho studiato all’Università su “La legge per tutti”: voi siete l’ Aranzulla della legge.>>

Il ruolo della semplificazione per trasmettere i concetti è davvero molto importante.
Si parla anche molto di “sburocratizzazione” in questo periodo. Ecco, in che modo pensa che il suo ruolo possa influire su questo aspetto?

Ti ringrazio intanto per la domanda perché tocca un argomento molto delicato. Come certamente saprai, la professione di avvocato è molto tradizionalista per non dire conservatrice e chiaramente quando fai qualcosa di nuovo vieni subito criticato. Inizialmente tanti colleghi mi hanno fatto anche un esposto all’ordine perché io facevo qualcosa che era diverso dalla professione “classica”. Certamente loro comprenderanno in questo momento che paga molto più il semplice, visto che non siamo più nell’epoca dell’ignoranza dove, come diceva Alessandro Manzoni, era il “latinorum” ad avere importanza. Oggi, al contrario, uno che fa il difficile non viene compreso. Io credo che vinca la semplificazione. Qualcuno dice che il linguaggio giuridico si è “laleggepertuttizato”, per dire che è diventato molto più semplice.
Come giustamente tu hai detto, c’è stata una “sburocratizzazione” anche del rapporto tra cittadino e professionista; tant’è vero che oggi è possibile acquistare una consulenza a pagamento con PayPal a €29, ottenendola subito nel giro di un’ora. È chiaro che tutto questo consente anche di far valere più facilmente il proprio diritto, perché se sei a un’ assemblea di condominio e qualcuno ti sta prendendo in giro, tu fai il numero di telefono di “La legge per tutti” e dopodiché conosci i tuoi diritti.

E’ molto interessante vedere come il suo progetto sia stato accolto così bene dalla gente comune. Lei si sarebbe mai aspettato questo successo e a cosa crede sia dovuto in particolare?

Diciamo che io non sapevo a che cosa stessi andando incontro, ma sapevo che da buon calabrese ho una grande determinazione e ostinazione, per cui in ogni cosa che faccio, fino a quando proprio non c’è un’ evidenza di fallimento, continuo. Quindi non sapevo fin dove sarebbe arrivato il progetto, ma ho applicato il principio americano per cui quanto più ti sacrifichi a una cosa tanto quella cosa ti gratifica e ti ricompensa.
Per quanto riguarda la ragione del successo, credo che risieda principalmente nella novità. C’era un buco. Gli avvocati avevano un atteggiamento, un approccio ancora abbastanza classico nei confronti del cittadino. E’ come quando tu cominci a vendere dei gelati in Brasile e non c’è nessuno che lo fa: chiaramente vengono tutti da te.

Sulle tue pagine social vediamo che le persone sono molto attive anche nei commenti. In questo periodo di emergenza quali sono le domande che ti vengono più poste?

Beh sì, in questo periodo sono un po’ assalito dalle richieste soprattutto sui social. Tra Instagram e Facebook purtroppo non ho potuto rispondere a tutti, però le problematiche sono le solite:”Posso uscire per andare a trovare la mia fidanzata?”, “Posso essere in macchina con tre amici?”, “Posso portare la macchina all’autolavaggio?”.
Il periodo si è prestato molto alle consulenze e in gran parte le abbiamo fatte gratuitamente, perché la situazione richiede un minimo di solidarietà.

Proprio su quello che hai detto, molti si sono chiesti come è possibile che in una democrazia come la nostra, con una Costituzione che ci garantisce fortunatamente un sacco di libertà, si possa attraverso un semplice decreto privarci di queste libertà. Ecco, in che modo è legale tutto questo e, soprattutto, non c’è il rischio che questo stratagemma possa essere utilizzato in futuro da un possibile dittatore?

Chiaramente la Costituzione ha delle scale di priorità: l’interesse di un gruppo enorme di persone prevale sull’interesse del singolo. Quindi, dove c’è un interesse alla salute, il diritto soggettivo del singolo alla scuola, alla libertà di movimento, ecc… può venir meno. L’articolo 16 della Costituzione dice che la libertà di movimento deve essere garantita salvo limitazioni per la tutela della salute pubblica e salvo limitazioni previste dalla legge. Allora c’è la possibilità di comprimere questo diritto nell’interesse collettivo. La legge non è solo quella del Parlamento ma c’è anche la legge del Governo. Il Governo può emettere atti aventi forza di legge che sono chiamati Decreti legge e Decreti legislativi, che vengono subito dopo le norme di rango costituzionale. La norma di legge che fa riferimento all’articolo 16 della Costituzione limitava la libertà di spostamento.
Poi che si voglia dire che il Dpcm è andato ben oltre perché ha previsto delle sanzioni penali, allora va bene, ci può stare.
Ci sono poi finezze giuridiche sulle quali eventualmente poi parleranno i costituzionalisti per i prossimi 50 anni e non vorrei essere nei panni degli studenti di Giurisprudenza. Però formalmente è stato tutto regolare.

La vorremmo “sfruttare” ancora una volta per delle informazioni sempre di natura legale. Si parla di “Immuni”: l’ applicazione per monitorare l’estensione del Coronavirus. Sono emerse diverse questioni legate alla privacy e vorrei chiedere a lei se la installerà una volta che sarà uscita sul mercato.

Io potrei installarla, ma se non la installano i milioni di Italiani ha davvero poco senso; inoltre ho sentito e letto che si stanno studiando anche altre App in questo momento e “Immuni” ha perso tutta quella influenza che aveva avuto all’inizio… attendiamo di sapere quale sarà la app ufficiale del Governo. Comunque io penso che la attiverò.

Tornando un po’ al suo al suo canale, sappiamo che lei ovviamente di professione è un avvocato, quindi sicuramente avrà una vita molto frenetica. Come trova il tempo da dedicare al suo canale YouTube?

Mi alzo prestissimo e finisco tardissimo di lavorare, lavoro anche sabato e domenica, il 25 dicembre e il 15 agosto.
Ti dico una cosa: quando è nato mio figlio mi sono accorto che riuscivo a fare le stesse cose che facevo prima ma nella metà del tempo. Quando poi sono stato chiamato in Rai non volevo lasciare il mio lavoro e ho continuato a fare le stesse cose che facevo prima. In pratica, tutto quello che un tempo facevo in una giornata, lo riuscivo a fare in un terzo. Insomma, il cervello è con una spugna: se tu la comprimi tra due pesi può diventare sottile, ma se i pesi via via li allontani riprende la sua dimensione. Beh, allora il nostro tempo è come i pesi: più stringi, più sei sotto stress, più riesci ugualmente a fare le stesse cose nel tempo ridotto e con la stessa identica qualità. Noi abbiamo delle capacità che non conosciamo e solo quando siamo sotto pressione riusciamo a dare il meglio di noi.

Nella sua formazione e nella sua carriera sono tante le opportunità e le esperienze che ha avuto. Quali sono stati alcuni dei momenti più belli, emozionanti e stimolanti?

Beh, io mi sono molto emozionato quando a dicembre scorso sono andato in Google a parlare di un progetto di intelligenza artificiale che stiamo promuovendo adesso con “La legge per tutti”, poi sicuramente sono stato molto emozionato il primo giorno in RAI quando si è accesa la telecamera e per la prima volta ho parlato a un milione di italiani e poi chiaramente io adoro la mia famiglia…quindi quando sto con mio figlio è sempre un’emozione.

Leggo sul tuo sito:” Non sono di quelli che hanno preso legge per vocazione o per amore della giustizia. Faccio parte di coloro che hanno scelto giurisprudenza solo perché offre più strade di fronte allo smarrimento post liceale.” Direi che qualcosa è sicuramente maturato col tempo rispetto a quello smarrimento post liceale. C’è un messaggio che vuole lasciare ai giovani (nostri ascoltatori) soprattutto in questo periodo in cui forse si può davvero parlare di smarrimento, per quanto riguarda le scelte che saranno chiamati a fare nella loro vita, scelte anche contro corrente forse un po’ come la sua?

La concorrenza è diventata spietata oggi. Voi dovete pensare che l’università non è il momento del “cazzeggio”, non è neanche il momento di studiare e “cazzeggiare”: è il momento di ammazzarsi. Io sono per questo rigore. Dovete aprire e chiudere le parentesi in 4 anni, in cui dovete dedicarvi esclusivamente al vostro futuro. Da quei quattro anni dipenderanno cent’anni della vostra vita, quindi vale la pena davvero sacrificarsi. Non importa quindi quello che farete, ma importa come lo farete e quanta volontà, determinazione e sacrificio ci metterete.
Bisogna ricordare che i ragazzi oggi hanno 60 milioni di potenziali concorrenti: se non sei il primo non sei nessuno.
Inoltre, il tempo è importante: più tempo hai a disposizione più hai possibilità di “vincere”. La giornata è di 24 ore per tutti chiaramente, ma chi si sacrifica sarà più vicino alla “vittoria”.
Questa è la legge della vita.

di Eliana Davila, Mattia Mascarello, Giulio Pavesi e Giulio Rigazio

Per saperne di più visita il sito https://www.laleggepertutti.it