Quando gli USA approfittano del COVID-19 per spiare i cittadini

É vero che gli USA approfittano del COVID-19 per spiare i cittadini?

Gli Stati Uniti sono noti per spiare i loro cittadini e anche quelli altrui, spesso creando possenti reti di raccolta dati con il classico pretesto della lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata.

Spesso tutto parte da un crimine le cui prove sono probabilmente custodite al sicuro nei dispositivi di qualcuno e le aziende che collaborano con il governo fornendo i dati degli account cloud ma rifiutandosi di sbloccare lo smartphone, con la successiva spassosissima crociata di politici protettori fino alla morte del diritto della giurisprudenza di acquisire tutti i dati necessari per risalire alla verità.

Così parte il “tumulto” a colpi di “Unlock the iPhones!” e “Give us the data”

Talvolta questi personaggi sono semplicemente ignoranti sull’argomento ma non mancano i secondi fini, come sempre.

Introdurre una vulnerabilità in un qualsiasi sistema di protezione non significa solo comprometterne un cellulare, ma aprire la porta ad infiniti attacchi su TUTTI i computer (quel che sono a tutti gli effetti i nostri cellulari) che lo implementano anche da soggetti poco raccomandabili.

È impossibile manomettere un dispositivo ma “solo per i buoni”.

Quindi se questi strumenti di coercizione delle aziende venissero attuati probabilmente non solo la privacy farebbe ancora più pena di quella che abbiamo oggi, ma gli unici a essere lesi sarebbero come sempre i cittadini.

I veri criminali ed i governi, si sa, usano i sistemi di crittografia facili, gratis e open source di cui tutti oggi possono usufruire, come AES e TLS, in barba alla tracciabilità delle comunicazioni.

Se vogliamo vivere in un mondo sicuro e che perlomeno sia decorosamente lontano da un libro di Ray Bradbury, dobbiamo accettare di non dover frugare nelle tasche digitali altrui.

Questa cattiva abitudine ha una lunga storia nel paese a stelle e strisce: dal divieto di esportazione di strumenti sancito nella guerra fredda e praticamente sbeffeggiato dagli anni settanta fino al sua quasi completa abolizione nel nuovo millennio al forzare le aziende a condividere i loro database e praticamente ignorare i loro appelli costretti a passare in tribunali segreti.

Insomma, se già spesso scarseggia la considerazione per queste palesi violazioni della carta costituzionale statunitense, quale miglior momento se non nel mezzo della crisi COVID-19 per tornare all’assalto?

Infatti è proprio quello che sta succedendo, con l’ introduzione dell’ EARN IT Act nel consueto malloppo di 20 pagine scritto in linguaggio simil-persuasivo.

Il documento parte dall’encomiabile fine di contrastare il fenomeno della pedofilia online, passando per l’istituzione di una commissione ad hoc che “suggerisca alle aziende i metodi migliori per limitare gli abusi di minorennni” (ovviamente sono suggerimenti obbligatori) e poi arriva a due conclusioni che ormai voi lettori avrete già intuito:

A) Le piattaforme sono responsabili legalmente di ciò che gli utenti postano

B) La commissione può tranquillamente decidere di obbligare le aziende a fornire cosa vuole attraverso i suoi “suggerimenti”

Il punto B non è previsto esplicitamente dall’articolo ma non è neppure escluso ed è ovvio che questo strumento verrà abusato.

Inoltre, come è stato possibile constatare dopo la promulgazione di una legge anti prostituzione online (FOSTA-SESTA), che prevede fino a 10 anni di reclusione per chi ospita piattaforme online che favoriscono tale fenomeno, quando le aziende si trovano “alle strette”, censurano pesantemente i contenuti e tracciano molto di più gli utenti, per assicurasi di non “finire nei guai”.

Ovviamente l’unico risultato di tale legge è stato l’aumento di prostituzione nelle strade, con un conseguente aumento dei crimini e profitti per la criminalità organizzata, ma questo e altro per la patria… e per i dati!

Gli USA si inventano sempre nuovi strabilianti congegni legali per sopperire all’insaziabile fame di sorveglianza che da sempre li caratterizza ma dovrebbero fare attenzione, o un giorno potrebbero finire strozzati dalla loro stessa pietanza.

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