Pandemia coronavirus: emergenza nel presente, ricostruzione nel futuro: quali scenari?

Questa pandemia, che ha colpito ormai tutto il mondo in maniera forte e per certi versi inaspettata, lascia indubbiamente uno strascico doloroso fatto di vittime, di persone strappate alla vita e all’affetto dei propri cari, di esperienze lavorative messe allo stremo da questa situazione, di famiglie separate, di uomini e donne in prima linea spesso in condizioni difficili, per usare un eufemismo.

Data la fortuna che ho di non avere parenti o amici stretti coinvolti a livello sanitario, unita alla possibilità di stare comodamente a casa, vorrei cercare di sfruttare questa mia condizione privilegiata, perchè è così, per riflettere su alcuni punti,non volendone sminuire altri, ma perchè parlare della situazione “medica” non è certo nelle mie competenze e perchè è giusto vedere questa complessa dinamica da ogni punto di vista.

Le sfide evidenziate da questa situazione sono molteplici: un sistema economico da riprogettare, perchè ora più che mai serve un nuovo modello di economia, un sistema sanitario da non trascurare più dopo anni di tagli e sanguinose privatizzazioni, una profonda questione carceri legata al sovraffollamento e non solo, che non si può ridurre alla richiesta sporadica di un’amnistia o di un indulto.

E ancora la questione del “divario digitale” sottolineata dall’utilizzo della didattica online in questi giorni, il dibattito sullo “smart working” e sulla sua efficacia, l’intricata questione sul trattamento dei dati e della privacy e del suo eventuale utilizzo per il monitoraggio degli spostamenti dei cittadini.

Tutte tematiche enormi, a cui non pretendo certo di dare una facile risposta in un post su un social network, ma che devono far interrogare la società del presente e del futuro prossimo di questo paese, che spero veda una classe politico-dirigente meno focalizzata sul consenso elettorale e sugli interessi personalistici e più attenta alla lungimiranza e alla capacità di progettare nel lungo periodo.

Sarà un tempo di ricostruzione e di rinnovamento, volenti o nolenti un’occasione straordinaria, nel suo significato più letterale, che segnerà una transizione storica per tanti motivi.

“Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo”.
(Papa Francesco)

Leggi anche: Teatri chiusi: “Io non voglio il rimborso”