Mascherine calmierate? Un disastro preannunciato anche da Manzoni.

Dopo tanto tempo di carenza di mascherine, la scorsa settimana il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha annunciato che da questo lunedì gli Italiani avrebbero potuto trovare le mascherine a un prezzo massimo di 50 centesimi. Questo in concomitanza con la firma dell’ordinanza che avrebbe calmierato i prezzi delle stesse. Parole, queste, che si sono dimostrate molto lontane dalla realtà, tanto che i farmacisti lamentano una carenza ancora più forte di mascherine.

È ormai evidente, come era prevedibile, che qualcosa non sta funzionando con l’approvvigionamento delle mascherine. In un primo momento si è optato per la gara Consip, rivelatasi poi un disastro su tutti i fronti. Successivamente si è virati sul comparto moda, spronato a riconvertirsi alla produzione di mascherine, salvo poi bloccarne la vendita per mancanza dei requisiti, nonostante l’unico requisito richiesto fosse un’autocertificazione. E poiché niente di tutto ciò sembrava aver funzionato, il commissario Arcuri ha infine optato per lo schema del prezzo calmierato.

“L’innovativa” soluzione adottata

Un testo, di letteralmente due righe e mezzo, parrebbe quindi l’innovativa soluzione presentata dal commissario che definisce il prezzo massimo di cinquanta centesimi (iva esclusa). L’ordinanza, ovviamente, scatena non poche polemiche da parte di imprenditori, farmacisti, parti politiche e non solo. Polemiche stroncate dal commissario in conferenza stampa che ha definito gli oppositori dei “Liberisti da divano che sorseggiano cocktail ed emettono sentenze quotidiane”.

Sentenze che, almeno fino ad ora, si sono dimostrate più che lungimiranti. Subito dopo l’annuncio, infatti, il gruppo Crai ha annunciato che avrebbe bloccato la vendita delle mascherine calmierate, i farmacisti hanno bloccato gli ordini e gli imprenditori, stimolati dalle indiscrezioni, come racconta a Repubblica il presidente di Federfarma Marco Cossolo, da settimane avevano bloccato le consegne.

Manzoni? Se solo lo avessimo ascoltato un po’ di più.

Se solo avessimo ascoltato un po’ di più Manzoni, forse, non avremmo fatto questa brutta scelta. L’evento analogo è narrato proprio nei Promessi Sposi, odio e amore di tutti gli studenti italiani che vengono spronati a coglierne l’importanza storica. Nel capitolo XII, Manzoni, considerato liberale già per la sua epoca, ci racconta come la decisione del gran cancelliere Antonio Ferrer di imporre un calmiere per bloccare l’imponente crescita dei prezzi del pane portò esattamente all’effetto opposto. I panettieri chiusero le botteghe, permettendo così di comprare il pane solo attraverso il mercato nero e portando ad una ferocissima rivolta popolare.

In che modo si può pensare di rendere le mascherine disponibili a tutti, scrivendo 2 righe e mezzo di ordinanza? E allora perché insegnare i promessi sposi a noi ragazzi, spiegandocene l’importanza come documento storico, quando siamo noi, in primis, a ricommettere gli stessi errori?

La storia dei Promessi Sposi continua con l’obbligo e le grida disperate da parte del cancelliere Ferrer di vendere lo stesso il pane. Con questo in mente, proviamo dunque a immaginare le prossime mosse della politica italiana.

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