Mario Draghi: ecco da chi è sostenuto

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Nei prossimi giorni Mario Draghi riceverà la fiducia del Parlamento. Per l’ex Governatore della Bce si prospetta una larga maggioranza parlamentare capace di coprire l’intero arco delle forse parlamentari, eccezion fatta per il partito di Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia, infatti, fin dalle prime ore della crisi, aveva manifestato la sua netta contrarietà all’ipotesi di un governo delle larghe intese o Governo del Presidente.

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Ma come si è arrivati allo scioglimento della riserva del premier incaricato Mario Draghi?

Le tappe della crisi sono state effettivamente molto rapide come a suo tempo auspicato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dopo la fallimentare parentesi del tentativo di ricucire lo strappo tra i partiti della ex maggioranza del Conte bis, guidato dal Presidente della Camera Roberto Fico, Mattarella ha subito individuato in Draghi, l’uomo giusto per tentare di formare una nuova maggioranza.

L’incarico a Draghi è arrivato la mattina del 3 febbraio. Da quel momento ha avuto avvio l’iter che lo ha condotto a raccogliere, dopo un complesso iter di consultazioni l’appoggio di quasi tutti i partiti. I primi a dare pieno appoggio al nuovo Presidente del Consiglio sono stati i gruppi tradizionalmente più europeisti rappresentati in Parlamento da Azione e + Europa. Contestuale il via libera da parte di Matteo Renzi e Italia Viva. Quindi i gruppi autonomisti e il Partito Democratico di Nicola Zingaretti.

Mario Draghi: ecco da chi è sostenuto
Mario Draghi: ecco da chi è sostenuto

La partita interna al centrodestra e fra i Cinquestelle.

Nel primo caso, dopo aver affrontato in modo unitario le consultazioni con il Capo dello Stato, i tre partiti della coalizione guidata da Matteo Salvini, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, si sono invece divisi al momento di incontrare Draghi.

Più chiara la posizione dei berlusconiani che già nei giorni precedenti all’incarico a Draghi avevano espresso, per voce del loro stesso leader, pieno sostegno all’ipotesi di un Governo ampio. Mentre la posizione della Lega si era fatta molto più dialettica, sciogliendo le proprie riserve solo dopo il secondo giro di consultazioni. 

È stata in quell’occasione che Salvini si è riscoperto improvvisamente un convinto europeista, spiazzando osservatori e addetti ai lavori, nonché, si presume i suoi stessi alleati. Proprio fra questi, non a caso, si ritrova l’unica voce critica verso il nuovo Governo. Fratelli d’Italia infatti, resta all’opposizione dell’Esecutivo Draghi, pur mostrandosi disponibile a votare a favore dei provvedimenti che, di volta in volta, verranno ritenuti meritevoli di essere sostenuti. 

Alla fine per Draghi sono arrivati anche i Cinquestelle

È stata lunga, ma alla vigilia delle dichiarazioni con cui Mario Draghi ha formalmente sciolto la riserva e presentato la lista dei Ministri al Quirinale, è arrivato il sì anche dei Cinquestelle. 

Un appoggio sofferto in verità, che è stato il risultato di un aspro confronto interno fra le diverse anime del movimento, conclusosi con una consultazione fra gli iscritti della Piattaforma Rosseau. Il risultato finale, poco meno del 60% a favore dei sì, segnala infatti, come diversi esponenti del M5s hanno riconosciuto, una spaccatura interna che ha già lasciato sul campo diversi dispersi. Il nome più eccellente è sicuramente quello di Alessandro Dibattista che dopo l’appoggio del M5s a Draghi ha ufficialmente dato l’addio alla creatura politica che lui stesso aveva contribuito a lanciare e far arrivare al Governo del Paese.

Le prossime tappe per Mario Draghi

Adesso per l’ex Governatore della Banca d’Italia resta solo il passaggio della fiducia in Parlamento. Si tratta in realtà di una mera ratifica su cui pendono ben poche curiosità, legate esclusivamente a quanto ampia sarà, in termini numerici, la sua maggioranza.

Per Draghi a questo punto è infatti solo una questione di numeri. L’unica incognita che rimane è legata ai Cinquestelle: potrà davvero esserci, come qualcuno sembra paventare, una pattuglia di deputati e senatori pronti a votare in dissenso dalla piattaforma Rosseau contro la fiducia al Governo Draghi?

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