Le mamme preoccupate per la fase 2: l’appello de “Il Cantiere delle Donne”.

Di Fase 2 è da tanto che se ne parla. La possibile apertura delle fabbriche, degli uffici, dei negozi: l’unica cosa che è invece certa è la chiusura delle scuole. Questo pone un importante problema per le famiglie italiane obbligate ad andare a lavorare, lasciando i figli a casa.

Nel discorso di domenica del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, però, non c’è nessun riferimento a questa tematica. Su questo ovviamente sono molte le parti sociali e politiche che hanno chiesto maggiori sforzi al governo.

“Il cantiere delle donne”: il gruppo Facebook delle donne che chiedono di più dalla politica.

Quali sono le proposte allo studio del Governo che consentano a donne e uomini con bambini piccoli, adulti non autosufficienti o anziani a carico di poter tornare serenamente al lavoro? E quali sono le novità e i progetti concreti per scongiurare il burnout sociale ed economico delle famiglie?

Queste sono le richieste de “Il Cantiere delle Donne”, gruppo nato su facebook qualche mese fa, che durante questa emergenza si sta facendo portavoce delle richieste di migliaia di madri.

L’attuale fase di incertezza, ci scrivono le amministratrici del gruppo, ci ha spinto a farci portavoce delle esigenze e delle richieste delle tantissime donne lavoratrici e madri che stanno subendo le conseguenze di questo lungo periodo di isolamento. Dalla sera del 26 aprile abbiamo ricevuto valanghe di messaggi e di richieste di iscrizione al nostro gruppo, che ormai veleggia verso i 3000 membri. Il dibattito è costantemente acceso dalle nostre iscritte sulla necessità di trovare soluzioni, dal basso a misura di famiglia, bambini, ragazzi, mamme, donne.

Riaprire le fabbriche e tenere chiuse le scuole significa penalizzare moltissime persone, soprattutto donne, che faticheranno ad andare al lavoro perché su di loro gravano le attività di cura della famiglia. La Fase 2 dell’emergenza covid19 si presenta ancor più drammatica della Fase 1. Se da un lato il Governo ha l’urgente esigenza di riavviare l’economia messa a in ginocchio da due mesi di lockdown, dall’altra non tiene in debito conto i moltissimi altri aspetti legati a doppio filo con la ripresa economica stessa. Tra questi: la riapertura delle scuole.

Gli incontri con gli esponenti della politica italiana.

L’evento organizzato dal gruppo insieme alla senatrice radicale Emma Bonino.

Il Cantiere delle Donne ha sollevato il problema e continua a farlo, com’è giusto che sia, ma chiede che venga studiata una soluzione che offra un’alternativa a questa impasse rendendosi disponibile a lavorare per trovare soluzioni concrete a partire dal basso e insieme alle donne, agli uomini, alle famiglie. È anche per questo che negli ultimi giorni il Cantiere delle Donne sta organizzando per i propri membri alcuni incontri – condivisi poi anche pubblicamente – con esponenti politici, locali e nazionali, per un confronto costruttivo. Abbiamo sentito l’assessore veneto Elena Donazzan, sentiremo l’onorevole Sara Moretto e Emma Bonino, solo per citare le ultime “politiche” invitate. Da questi incontri di confronto importante vogliamo emergano fatti, proposte, appelli per cambiare dal basso il nostro paese e contribuire a una crescita sana, armonica, economica e psicologica insieme, affinché il tanto citato futuro dell’Italia, che è futuro dei bambini, dei ragazzi, ma anche delle donne e degli uomini di questo grande Paese, venga non solo preso in considerazione, ma attivamente sostenuto. Noi come Cantiere delle Donne ci siamo e lavoriamo per richiamare l’attenzione della politica mettendoci in gioco.

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