Le 5 finali di Champions più incredibili di sempre

Dato che siamo tutti a casa (o almeno, dovremmo essere a casa), vi consiglio di rivedere le 5 finali di Champions League che sto per elencare. Ho detto Champions League perché mi riferisco alle finali dal 1992 in poi, dato che prima si chiamava Coppa dei Campioni e aveva una formula differente da quella attuale.

1994: Milan-Barcellona 4-0

Il Milan di Fabio Capello contro il Barcellona di Johan Cruijff. 22 campioni in campo, partita che sembra equilibrata sulla carta. Alla viglia l’allenatore olandese dei blaugrana aveva dichiarato: “Le finali sono sempre state la mia specialità, la paura non so cosa sia. Non vedo proprio come possiamo perdere. […] Il calcio siamo solo noi: il mondo ha bisogno di veder trionfare il gioco offensivo di cui siamo il simbolo. […] Se gli avversari ci segnano 3 gol, bene per lo spettacolo. Perché noi ne faremo almeno 4”. Peccato che ad Atene il campo parlerà poi diversamente; infatti i rossoneri vinceranno con un netto 4-0 grazie alla doppietta di Daniele Massaro e ai gol di Desailly e Savicevic, autore di un fantastico gol con pallonetto al portiere spagnolo Zubizarreta. Il volto di Crujiff, incredulo e deluso, diventa il simbolo di questa finale. Il Milan in quell’anno, oltre alla Champions, vinse anche lo scudetto.

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I giocatori del Milan con la coppa dalle grandi orecchie.

1999: Manchester United-Bayern Monaco 2-1

Nell’ultimo anno del millennio, si disputò una delle finali più memorabili di sempre. I bavaresi avevano una rosa formidabile con campioni come Oliver Kahn e Lothar Matthaus e in quella partita avevano una formazione tutta tedesca per 10/11. I Red Devils, allenati dallo scozzese Sir Alex Ferguson, non erano da meno: potevano schierare giocatori del calibro di Peter Schmeichel, David Beckham e Ryan Giggs. Teatro di questa partita il Camp Nou di Barcellona, stadio che può arrivare a contenere più di 90mila spettatori. I tedeschi passano in vantaggio al sesto minuto con una punizione di Mario Basler e hanno anche due possibilità per raddoppiare, ma i pali e la traversa negano il gol a Scholl e a Jancker.

I tre minuti più emozionanti della storia del calcio

Il Bayern arriva fino al 90º in totale controllo, poi l’arbitro italiano Collina assegna tre minuti di recupero e succede l’impensabile: al 91º Teddy Sheringham corregge in rete un tiro di Giggs sugli sviluppi di un calcio d’angolo e sempre su calcio d’angolo al 93º il norvegese Ole Gunnar Solskjær, attuale allenatore dei Red Devils, segna il definitivo 2- 1 per il Manchester. Sono tutti increduli, sia da una parte che dall’altra: in soli tre minuti si è capovolto tutto. Il Manchester vinse il treble nel ‘99, poiché aveva vinto anche la FA Cup e la Premier League.

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Ole Gunnar Solskjær, autore del gol decisivo

2005: Milan-Liverpool 5-6 (3-3 d.t.s.)

Se la finale del ‘99 fu una delle più incredibile per la rimonta, anche questa non fu da meno. Istanbul, Stadio Olimpico Atatürk (che è lo stesso stadio in cui si dovrebbe giocare la finale quest’anno). Il Milan aveva vinto la Champions due anni prima, contro la Juventus ai rigori. I rossoneri di Ancelotti passarono in vantaggio dopo 30 secondi grazie al gol di Maldini su assist di Pirlo dalla destra. Il Milan ebbe l’occasione per raddoppiare con Shevchenko che segnò il gol del 2-0 al 15º, che fu però annullato per fuorigioco inesistente. Tuttavia, il Diavolo riuscì a chiudere il primo tempo sul 3-0, grazie alla doppietta di Crespo al 38º e al 44º; c’era solo una squadra in campo.

“Partita finisce quando arbitro fischia”…

Nel secondo tempo gli inglesi scesero con tutto un altro piglio e al 54º il capitano Gerrard accorciò le distanze. Dopo due minuti Šmicer segnò il 3-2 e ora la partita era aperta. Al 60º Xabi Alonso completò la rimonta sulla respinta su un calcio di rigore, prima paratogli. Nessuno si sarebbe aspettato questo risultato, che infatti lasciò tutti sbalorditi. Il 3-3 mandò la partita ai supplementari e ai rigori, grazie anche alla parate del portiere dei Reds, il polacco Jerzy Dudek. Quest’ultimo fu anche l’eroe della serata, poiché respinse i due rigori a Pirlo e Shevchenko. Gli inglesi alzarono così la 5ª Champions della loro storia.

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Tutta la gioia di Steven Gerrard, capitano del Liverpool, e la delusione di Paolo Maldini, capitano del Milan.

2012: Bayern Monaco-Chelsea 4-5 (1-1 d.t.s.)

Bayern e Chelsea arrivarono alla finale dopo aver eliminato in semifinale gli uni il Real Madrid, gli altri il Barcellona, con una prestazione di sofferenza e cuore al ritorno al Camp Nou. I tedeschi partivano favoriti sulla carta, sia perché avevano una rosa superiore (che l’anno dopo, non a caso, vinse Champions League, Bundesliga e DFB Pokal), ma soprattutto perché potevano usufruire di un importante viaggio, il fattore campo: infatti era stata designata l’Allianz Arena, casa dei bavaresi, per ospitare questa finale. I Blues erano senza il loro capitano, John Terry, espulso nella semifinale di ritorno contro il Barça. Come da pronostico, è il Bayern a fare la partita, senza però trovare la via della rete. La partita si sbloccò solo al 83º quando Thomas Müller di testa trafisse Cech. Gli inglesi però non mollarono e al 88º pareggiarono con Drogba, anche lui su colpo di testa; si va ai supplementari. Al 97º lo stesso Drogba, che aveva tenuto vivi i suoi, causò il rigore tirato da Robben che fu però parato da Cech.

Il Chelsea e i calci di rigore nelle finali: dall’incubo all’estasi

Furono i rigori a decretare il vincitore: dopo l’errore iniziale dal dischetto di Mata, trequartista dei londinesi, ancora una volta tutto sembrava scritto a vantaggio dei tedeschi. E invece Schweinsteiger e Olić tradirono il Bayern dagli undici metri. Match point per il Chelsea; 4 anni prima, sotto la pioggia di Mosca, Terry, squalificato per la finale del 2012, ebbe il match point per dare al Chelsea la sua prima Champions della storia, ma scivolò colpendo il palo (il Manchester United, finalista contro i Blues, vinse poi dopo lo scivolone di Terry). Questa volta fu Drogba, autore del gol ma anche causa del rigore poi sbagliato da Robben, ad avere la chance; l’ivoriano, che ironia della sorte era stato espulso nella fatidica finale del 2008, trasformò il rigore decisivo dando al Chelsea la sua prima Champions della storia.

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Didier Drogba, uomo partita dei Blues

2014: Real Madrid-Atlético Madrid 4-1 (d.t.s.)

Derby tutto madrileno per questa finale; Colchoneros, freschi vincitori della Liga, per la priméra, Blancos per la décima. L’Atlético passò in vantaggio al 36º grazie ad un colpo di testa di Godìn sugli sviluppi di una mischia. Nel secondo tempo il Real tentò in ogni modo di segnare il gol del pareggio, che arrivò nei minuti finali al 93º grazie all’incornata di Sergio Ramos su angolo di Modric, pallone d’oro del 2018. Ai supplementari i Blancos dilagarono grazie alle reti di Bale e Marcelo e al rigore di Cristiani Ronaldo al 120º. Il Real vinse la sua 10ª Champions della storia; beffa atroce per l’Atlético.

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Cristiano Ronaldo, dopo il gol del 4-1, si toglie la maglietta ed imita l’esultanza di Mario Balotelli contro la Germania ad EURO 2012

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