“La situazione è stabile, pronti per la ripartenza” -Intervista al Sindaco Carlo Bo

Abbiamo intervistato il Sindaco di Alba, Carlo Bo, per parlare della situazione attuale e di come l’amministrazione comunale intende reagire all’emergenza e programmare la ripartenza.

Buongiorno Sig. Sindaco. Per cominciare vorrei farle una domanda un po’ più personale: come vive la quarantena, immagino che ha diversi impegni istituzionali, ma a livello familiare e personale?

Sono sindaco da neanche un anno e devo dire che mai avrei pensato di vivere un’esperienza del genere. Ma al di là di questa mia considerazione, ho l’onore e l’onere di guidare la città. Quello che è successo è qualcosa di veramente grave e complesso per tutti.

Siamo nel cuore dell’emergenza sanitaria da due mesi, in questa città così come il nostro Paese e anche a livello mondiale bisogna rimanere quasi sempre chiusi in casa. Ci sarà sicuramente l’emergenza economica da considerare: è vero che è iniziata questa fase 2 ma si cominciano a vedere purtroppo anche effetti drammatici sotto il profilo economico. Certamente è stato una qualcosa di inaspettato per tutti. Noi sindaci siamo in prima linea perché siamo realmente a contatto con la cittadinanza e per questo dobbiamo lavorare molto. Penso che bisogna fare pochi slogan e cercar di dare delle risposte concrete per far sì che nella nostra città, e mi auguro nel più breve tempo possibile anche questo Paese e tutto il mondo, si riesca a buttare alle spalle quello che è stato un periodo difficile e per tanti casi anche drammatico, perché contiamo decine di migliaia di morti.

Immagino che il Consiglio Comunale si riunisca spesso in questo periodo. Pensa di poter dire di aver riscontrato un clima di collaborazione tra forze di maggioranza e di minoranza?

Dico sempre una cosa: la nostra è una città, un territorio che, quando si sono verificati episodi complessi e difficili, li ha superati con una grande unità. Abbiamo in passato vissuto l’alluvione del 94, un evento veramente drammatico, e siamo ripartiti. Questo è un altro periodo della nostra storia sicuramente difficile ma ne usciremo bene, ne sono convinto, pur tra mille difficoltà. Devo dire che la politica, nel rispetto dei ruoli – perché non bisogna mai dimenticarsi che in democrazia giustamente c’è una maggioranza e un’opposizione – ha un compito decisivo nella risoluzione dell’emergenza. Ho fatto il consigliere di opposizione per dieci anni e ho sempre avuto modo di dire che se si è di fronte ad un’opposizione concreta e costruttiva ben vengano le considerazioni o anche magari critiche, nell’interesse della città. Dobbiamo lavorare tutti insieme perché il nostro unico obiettivo è cercare di uscire nel più breve tempo possibile da questa questa crisi. Fino ad oggi posso dire che abbiamo lavorato nel rispetto dei ruoli, tutti hanno dato il loro contributo, sia i consiglieri di maggioranza che quelli di opposizione.

Entrando nel vivo della questione: ci potrebbe dire qual è la situazione dell’emergenza coronavirus sul territorio?

I decessi sono stati pochi in questi ultimi giorni. Un dato che secondo me era preoccupante ora è diventato più positivo. Il vento è cambiato.

Fortunatamente in quest’ultima settimana sono aumentati fortemente quelli guariti. Non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia poiché, con la fase 2, ci sarà molto più gente in giro per le nostre strade, per la città, per le nostre vie e quindi non dobbiamo comunque abbassare l’attenzione. Bisogna rispettare le disposizioni, che comunque sono rimaste: evitare gli assembramenti e mantenere le distanze sociali. Questo è fondamentale per evitare di ritrovarci tra tre settimane con una curva in aumento. Ritornare a fermarci nuovamente sarebbe veramente molto complesso per il nostro paese. L’appello che lancio ai miei concittadini – che devo dire essersi comportati molto bene in questi due mesi – è quello, ancora una volta, di non abbassare assolutamente la guardia.

In questo periodo sappiamo che la Regione Piemonte – e tutte le regioni in generale – hanno dei ruoli molto importanti: molte decisioni spettano loro. Secondo lei come sta reagendo la Regione Piemonte a questa emergenza e come il Comune di Alba interagisce e collabora con la Regione?

Faccio politica attiva da 11 anni e posso dire una cosa: chi governa ha l’onore e l’onere di prendere le decisioni. Quello che stiamo vivendo adesso è veramente un qualcosa di inaspettato e di estremamente difficile. Personalmente penso che alcune decisioni prese dal governo centrale siano state errate così come anche alcune delle varie regioni, però mi rendo anche conto che, di fronte ad una situazione così inaspettata e mai vissuta, è difficile prendere delle decisioni sempre perfette. E’ chiaro che quando bisogna decidere è difficile accontentare tutti.

Ad oggi, gli aiuti economici a privati, alle aziende o alle famiglie sono stati veramente pochi. Adesso che stiamo cercando di mettere in pista dei provvedimenti per poter dare un sostegno concreto e reale alle famiglie e alle aziende, dobbiamo capire cosa fare, quali saranno gli interventi precisi e puntuali effettuati da parte dello Stato e da parte della Regione.

Se è vero che la solidarietà è sempre importante nei momenti difficili e il popolo italiano si compatta, fortunatamente, in tali circostanze, è altrettanto vero che la politica non riesce sempre a dare risposte immediate. Abbiamo visto che in altri paesi europei le risposte sono state molto più efficaci. A livello locale abbiamo già abbastanza le idee chiare per quanto riguarda le misure da adottare. Servirebbe, però, maggiore sinergia tra i vari Enti.

Il 70 % delle aziende del nostro Paese sono ripartite però spesso non hanno visto gli aiuti. Il 30% non ha neanche riaperto. Questo è un grande problema perché significa che stanno a casa decine di migliaia di lavoratori.

Ha citato dei provvedimenti che verranno addottati a livello locale per fronteggiare l’emergenza. In cosa consistono?

Abbiamo approvato un bilancio consultivo nei termini previsti dalla legge, con un avanzo di amministrazione estremamente considerevole. Daremo una parte importante di questo avanzo per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle aziende. Il Comune può fare ovviamente conto sulle risorse disponibili ed utilizzarle. Sicuramente interverremo nei confronti delle famiglie in difficoltà e delle aziende locali, soprattutto quelle di carattere commerciale. Il nostro è un territorio che vive molto di turismo.

Sono fermamente convinto che la nostra città e il nostro territorio riuscirà a ripartire alla grande.

"La situazione è stabile, pronti per la ripartenza" -Intervista al Sindaco Carlo Bo
Il sindaco di Alba, Carlo Bo

Speriamo in bene. Uniti Per Alba critica la scelta di destinare 17 mila euro ai mercanti albanesi per fronteggiare sicuramente sempre l’emergenza perché verrebbero presi da un fondo del Comune per i buoni spesa e a monte, secondo loro, ci sarebbe una chiusura sbagliata dei mercati. Di fronte a questa critica cosa risponde?

Non voglio alimentare sicuramente delle polemiche. Il fatto dei 17mila euro è uscito fuori per via di un comunicato stampa che, secondo l’opposizione, non ha specificato che quei 17 mila euro arrivavano dallo Stato.

Abbiamo utilizzato una parte di quei 167 mila euro che ha ricevuto la nostra città, in base al numero di abitanti, dallo Stato, per i buoni alimentari e in piccola parte anche per questa nostra iniziativa.

Parlando della scelta di tenere chiusi i mercati per alcune settimane, rivendico la decisione e me ne sono assunto la responsabilità. Secondo me, in quel determinato periodo della crisi era opportuno cercare di essere ancora più stringenti per quanto riguarda le disposizioni e ho ritenuto opportuno agire in questo modo. Alla fine abbiamo avuto, fortunatamente, un numero non troppo importante di positivi

Ho messo davanti a tutto ovviamente la salute dei cittadini. Il mercato avrebbe potuto creare ulteriori assembramenti che, in quel momento, non erano necessari. Si tratta di scelte che ho assunto con la giunta e penso di aver fatto bene.

Parlando di scuola: molte decisioni sono sicuramente di competenza ministeriale o comunque nazionale. Il tema scuola è sicuramente molto particolare e critico. Come si immagina il futuro delle scuole albesi?

Da quando è iniziata la crisi mi pongo questo problema. Il tema della scuola è importantissimo e, secondo me, ad oggi siamo ancora molto indietro, poiché ormai si sta per finire l’anno scolastico e tra due o tre mesi riparte quello nuovo. Credo che sia molto difficile pensare di arrivare a settembre con un’emergenza sanitaria totalmente azzerata. Abbiamo quindi bisogno di disposizioni, di adeguare puntualmente le varie aule e pensare alle misure igienico-sanitarie da adottare. Le informazioni ce le dovrà dare il Ministero. Abbiamo visto che, durante questa crisi sanitaria, i nostri ragazzi giovani non sono parte delle perdite di vite umane, ma sappiamo benissimo che possono essere positivi asintomatici, quindi dobbiamo garantire ai nostri ragazzi e alle nostre famiglie sicurezza.

Abbiamo già incontrato i vari dirigenti dei plessi per iniziare a lavorare ad eventuali adeguamenti. Ad oggi, secondo me, la necessità più forte era capire come finire l’anno scolastico. D’ora in poi bisognerà comprendere come ripartire in sicurezza. L’anno scolastico dei nostri ragazzi, come altri tipi di problemi, è piuttosto importante. Come ha detto anche il nostro presidente Cirio, dobbiamo lavorare ora per tentare di far ripartire l’anno scolastico a settembre.

Per concludere: che messaggio si sente di trasmettere ai nostri ascoltatori ai nostri lettori?

Normalmente sono ottimista e continuo ad esserlo. Penso che, solamente se lavoriamo tutti insieme riusciremo ad uscirne bene dalla crisi. Se invece – e questa è una grande responsabilità da parte della politica – si pensa a litigare non si risolve nulla. Quando ci si trova di fronte a delle situazioni così drammatiche, la politica deve lasciar da parte le divisioni ideologiche.

Sono fermamente convinto che, se i cittadini continueranno a rispettare le disposizioni, ne usciremo tutti insieme. Dal punto di vista economico c’è però bisogno di aiuti alle aziende e penso che non siano necessari e sufficienti solamente dei finanziamenti a tasso agevolato a tasso zero, più probabilmente servono dei fondi dei fondi a fondo perduto, solo così si può pensare di ripartire anche economicamente. perché tanta gente purtroppo ha sentito dire tanto vale mollare qua piuttosto che tirare avanti un anno due per poi fallire.

Il nostro popolo, in un modo o nell’altro, è sempre riuscito a rialzarsi e sono fiducioso che anche questa volta ce la farà.

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