Teatri chiusi: “Io non voglio il rimborso”

Un grido disperato per salvaguardare le proprie passioni. Una voce da cui traspare un amore per la cultura che nemmeno il Covid-19 può zittire: “Io non voglio il rimborso”.

io non voglio il rimborso

Da qualche giorno rimbalza sui social #iononvoglioilrimborso. Non si sa come, non si sa dove sia nato, ma ciò che è sicuro è che ha fatto breccia nel cuore degli italiani.

I telefoni dei centralini dei teatri squillano mentre l’Italia è in pausa. L’aria che si respira è di fervore.

Si potrebbe pensare che, a causa dell’annullamento di numerosi spettacoli, le persone si siano immediatamente attivate alzando la cornetta per pretendere il rimborso del biglietto. E invece non è così: “Io non voglio il rimborso”.

Non possiamo negare di trovarci in un periodo demoralizzante, o perlomeno non stimolante. 

Ma in un tempo in cui l’egoismo potrebbe dirsi giustificato, in cui pensare a se stessi e alla propria salute potrebbe dirsi la priorità, c’è sempre chi esce dagli schemi…

C’è chi lotta per portare in salvo non solo la propria vita, ma l’arte, la cultura, lo spettacolo, perché sa che presto i negozi torneranno ad aprire, le macchine a circolare e le platee ad applaudire.

Per avere notizie sulle sorti del teatro al tempo del Coronavirus, dai uno sguardo qui: http://www.ateatro.it/webzine/2020/03/16/coronavirus-8-il-teatro-al-tempo-del-coronavirus/

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