Intervista all’imprenditore e business strategist Sonny Zanfardino

Buongiorno Sonny, grazie per la tua disponibilità. Per cominciare parlaci un po’ di te e della tua attività. Spiega ai lettori in cosa consiste il tuo lavoro.

Ciao Giulio e grazie per questa intervista.

Io sono Sonny Zanfardino, imprenditore e business strategist aziendale. Mi occupo di creare modelli di business il più profittevoli possibile e adatti al mercato odierno. Si tratta di modelli personalizzati, costruiti ad hoc per ogni tipo di azienda interessata a crescere (in qualsiasi settore).

Leggendo il tuo curriculum noto che hai ottenuto parte della tua formazione presso importanti aziende come Sony o Facebook. Quali valori e competenze digitali ti hanno trasmesso di più?

Lavorando in Sony ho imparato la pazienza. Ero tecnico nel reparto riparazioni dei Sony Zperia Z e ogni volta che si rompeva un componente, dovevo aprire e riparare pezzo per pezzo ogni elemento del telefono.

L’obiettivo del mio lavoro era rendere quanto più funzionante possibile il cellulare. Ma se sbagliavo qualcosa, non funzionava nulla…quindi era veramente un delirio ogni volta riparare il tutto alla perfezione: ci voleva attenzione, concentrazione e – per l’appunto – pazienza!

Facebook mi ha dato tante competenze. Consiglio a tutti delle Academy completamente gratuite che regala Facebook o anche Google, sono molto interessanti.

Sul mio profilo Linkedin trovate molti articoli che parlano di queste certificazioni. Se avete dubbi contattatemi pure.

Qual è la prima cosa che dici ad uno startupper che ti si rivolge perché desidera far crescere la propria attività?

Innanzitutto gli dico: “Dimmi chi vuoi essere e cosa vuoi fare nella tua vita, poi parliamo di tutto quello che vuoi.” Il business è fatto di persone e prima di creare qualsiasi tipo di progetto, bisogna conoscere ogni persona che farà parte di questo progetto.

Quanto pensi sia importante nel mondo attuale, per un’azienda, avere una presenza online?

Ti dico solo che oggi online, solo in Italia, girano quasi 50 miliardi di euro all’anno.

Non ti dico i numeri precisi che circolano nel mondo, ma ti lascio immaginare…Ho conosciuto aziende che fanno miliardi dall’online e che hanno creato dei veri e propri imperi. Quindi penso che non sia importante avere presenza online, ma sia importante avere un ecosistema di vendita e conversione online, al fine di convertire i “like” in “soldi”.

Come cambieranno le cose dopo l’emergenza Coronavirus, l’importanza che oggi ha il mondo digitale rimarrà invariata o crescerà? Se sì, con quali variazioni?

Il mondo non sarà più lo stesso e penso che l’importanza digital crescerà. Avranno grande impatto quelle iniziative che porteranno dall’online all’offline, come eventi sociali o meeting live.

Credo che rispetto agli andamenti macro-economici subiremo una fase di ascensione che seguirà una crescita esponenziale dei business online nascenti.

Sonny Zanfardino imprenditore business online

Molti adolescenti danno tanta importanza ai social network, li giudicano come un effettivo riscontro del proprio successo sociale. A loro, cosa diresti?

Un coltello può essere usato sia per tagliare il pane con l’obiettivo di sfamare i poveri e sia per uccidere una persona: sta a te scegliere come usarlo. Così è con i social network: possono creare la fortuna e allo stesso tempo la disgrazia di una persona: dipende tutto da come si decide di usarli e per quali fini.

Come sta cambiando il tuo lavoro all’epoca del Coronavirus?

Assolutamente in meglio: lo smart working è la svolta e a mio parere è arrivato il momento che l’Italia si sia adattata. Pensa che grandi multinazionali hanno convertito il lavoro negli uffici: hanno creato grandi caffetterie poiché i loro dipendenti preferivano prendere il caffè e lavorare, piuttosto che lavorare in un desk chiuso e monotono.

Oltre all’aspetto smart working, in generale è una situazione molto grave e i risvolti economici saranno, a mio parere, molto pesanti per la nostra economia.

Come imprenditore e business strategist spero che lo stato ci aiuti e ci motivi a rimanere in questo Paese, altrimenti prevedo un’emigrazione di massa delle PMI italiane: o verso nuovi stati o verso il fallimento.

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