Intervista a Valerio Berruti, l’artista albese che ha raccolto 250mila euro per l’Ospedale di Verduno

È noto: nei tempi difficili ognuno riesce a dare il proprio meglio e non di meno, il bel paese, nel suo momento di maggiore difficoltà e crisi dal 1945, si mostra al mondo come una nazione esemplare in resilienza e solidarietà.
Innumerevoli le iniziative a sostegno di ospedali e personale medico impegnati nell’emergenza coronavirus. Le Regioni, soprattutto quelle più colpite come la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna e il Piemonte, hanno ricevuto centinaia di donazioni, da pochi euro a diversi milioni, da impiegare per potenziare i reparti di terapia intensiva dei propri ospedali o per costruirne di nuovi. Tra le iniziative anche sostegni per le categorie di lavoratori più colpiti dalle misure di contenimento decise dal governo per fermare il contagio da Covid-19. Giornali, politici, celebrità, il papa in persona, hanno offerto, a completa disposizione di regioni e ospedali, ingenti somme di denaro, tra cui svettano i 10 milioni di euro alla regione Lombardia donati dal politico ed imprenditore Silvio Berlusconi e i 10 milioni offerti alla Protezione Civile dalla famiglia Agnelli.
A fianco delle donazioni milionari di grandi gruppi, politici, filantropi… sono però vitali per il nostro sistema, le iniziative più piccole, spesso molto creative, che si sviluppano a livello locale; il nostro giornale oggi, tramite le parole del suo stesso ideatore, vuole raccontare una di queste: L’abbraccio più forte; raccolta fondi ideata dall’artista albese Valerio Berruti e conclusasi solo pochi giorni fa’, allo scoccare della mezzanotte di mercoledì 1° aprile.
Berruti si è impegnato a regalare un suo disegno a chiunque avesse fatto una donazione di importo pari o superiore a 300 Euro alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus per il nuovo Covid Hospital di Verduno, riferimento piemontese per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. La raccolta è stata un completo successo ed ora l’artista sta già lavorando duramente per completare tutti i circa 650 disegni per gli altrettanti donatori. Tutti i quadretti sono di dimensioni 36x21cm, realizzati con pastelli a olio e smalto su cartoncino, tutti diversi tra loro e creati appositamente per l’occasione.

Donazione da 250mila euro all'Ospedale di Verduno, l'iniziativa dell'albese Valerio Berruti

PRIMA DI APPROFONDIRE LA SUA INIZIATIVA, COME VIVE QUESTA EMERGENZA?

«Io mi definirei un privilegiato: vivo in una casa in campagna, molto grande, con un bel giardino e qui ho anche il mio studio dove lavoro, quindi sarei un ipocrita a dire che nel mio caso si tratti di una costrizione così terribile.
Io sto passando queste giornate lavorando, soprattutto adesso che mi sono auto-procurato questo impegno di fare i disegni che darò a tutti coloro che hanno fatto una donazione. Io dunque posso lamentarmi più di tanto; sono ovviamente segregato a casa come tutti quanti ma sono consapevole che ci sia gente in situazioni molto peggiori di quella in cui mi trovo io. Questo momento così particolare mi sta dando anche la possibilità di godermi di più i miei bimbi, a casa con me.»

ORA PARLIAMO DI “L’ABBRACCIO PIU’ FORTE”: COME LE E’ VENUTA L’IDEA DI LANCIARE UN PROGETTO DEL GENERE E CON QUESTE MODALITA’, A FAVORE, RICORDIAMOLO, DEL COVID-HOSPITAL ALBA-BRA DI VERDUNO?

«E’ da quando è iniziata questa emergenza che ero desideroso di dare un mio aiuto concreto: all’inizio avevo diverse idee e, ad esempio, avevo pensato di far battere un mio lavoro in una sorta di asta di beneficienza ma poi, quando c’è stato il picco dei contagi e dei morti, leggendo sui giornali la situazione che viveva l’ospedale di Bergamo e ritenendola assurda, volevo fare una donazione all’ospedale e mi sono imbattuto nella notizia della raccolta fondi un bravissimo artista bergamasco ma che vive a New York, Andrea Mastrovito, basata sull’idea che lui donava un suo disegno a chiunque avesse fatto una donazione all’ospedale della sua città natale. Ho capito allora che quella poteva essere una strada percorribile anche da me ma, invece di donare un’opera di archivio, io ho pensato ad un lavoro diverso, che avrei comunque voluto fare in questo periodo. Avevo intenzione di realizzare un video o un’animazione ma poi ho pensato: “perché non dare a tutti coloro che fanno una donazione un disegno, che poi comporrà questo video? E ho dunque visto che stava per divenire operativo il Covid Hospital a Verduno, paese in cui tra l’altro ho la mia chiesetta da anni, alla quale sono ovviamente molto legato. Così è iniziato tutto, mi sono attivato per questa iniziativa, che è un mio lavoro artistico anche a prescindere dal periodo che stiamo vivendo… Mi spiego meglio: Tutte le opere degli artisti sono opere a prescindere dal momento in cui vengono realizzate. Fenoglio scriveva dei partigiani perché è vissuto in quel preciso periodo e contesto storico; ci fosse oggi, parlerebbe del Coronavirus. Non a caso l’Arte Contemporanea si chiama così perché racconta i fatti che gli stessi artisti vivono.»

DALLE SUE PAROLE SI POSSONO TRARRE SPUNTI INTERESSANTI MA ORA VORREI CHIEDERLE DOVE TRAE ISPIRAZIONE PER LE SUE OPERE, IN QUESTO PERIODO DI GRANDE DIFFICOLTÀ E DRAMMATICITÀ?

«Questa situazione a dire il vero non mi ha cambiato il modo di vedere le cose… almeno non ancora; anche perché io ho avuto la fortuna di non avere malati in famiglia e dunque sono stato toccato da questa emergenza solo a livello contestuale, contingente. Nei fatti dunque la mia arte non risente troppo della situazione e sono mosso dalla stessa ispirazione che avevo prima e che credo avrò dopo. Nella fattispecie questo lavoro, intitolato come diceva bene lei, l’abbraccio più forte, è giocato sul fatto che in questo momento, la cosa che mi manca di più, è il poter abbracciare le persone a cui voglio bene: mia madre, mia sorella, i miei amici. Il fatto che ci hanno reso l’abbracciarci, il baciarci, il vederci, una cosa vietata mi ha influenzato e mi ha ispirato il soggetto dell’opera: i miei due bimbi che si abbracciano, in modo che, metaforicamente, tutti coloro che riceveranno uno di questi disegni siano partecipi di questo abbraccio corale che ci fa sentire tutti un po’ più uniti.»

HO LETTO CHE TUTTI I DISEGNI SONO O SARANNO RACCOLTI IN UN LIBRO…

«Iniziamo con il dire che non ci sono ancora perché questi disegni li sto ancora facendo e, ad ora, sono arrivato a circa 130 disegni. Quando li avrò finiti, farò un flipbook, ovvero uno di quei libri con cui, scorrendo le pagine veloci, si può vedere un’animazione. Dico poi che dietro ogni disegno ci sarà il nome di battesimo di chi ha permesso che, tramite la sua donazione, quel disegno esistesse e la durata dell’animazione è dipesa infatti dal numero dei donatori che hanno partecipato a questa iniziativa corale che è appunto corale perché collettiva e senza la partecipazione della comunità non avrebbe potuto concretizzarsi.
Questo libro dunque uscirà appena avrò concluso tutti i disegni; che spero di riuscire a terminare in tempi ragionevoli questa mole enorme di lavoro. L’editore sarà Gallucci e si potrà trovare tanto nelle librerie, e quindi chiunque potrà comperarlo come qualunque altro libro, quanto, in edizione limitata ed autografata da me, sul sito della Fondazione Bra Onlus per continuare a fare beneficenza (lo si potrà avere facendo una donazione dai 30 euro a salire). Abbiamo deciso di creare questa edizione per poter permettere, a chi non aveva la possibilità di donare 300 euro o a chi non ha fatto in tempo, di aiutare comunque l’ospedale di Verduno; il quale fino a pochissimo tempo fa’ non era ancora operativo e che adesso ha dovuto chiamare personale qualificato. Immaginatevi 160 persone in più a cui adesso bisogna pagare un posto per dormire, il mangiare… E’ stata un’impresa abbastanza titanica e si è dovuto far fronte ad una enorme spesa di denaro e anche dover organizzare tutto in così poco tempo e in un periodo in cui non si trovano le maestranze, è stato molto difficile ma sono stati bravi e ce l’hanno fatta e mi sembra che ora la struttura ospiti già più di 20 malati, che si trovano nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale. La nostra iniziativa dunque sta già aiutando a salvare persone.»

Donazione da 250mila euro all'Ospedale di Verduno, l'iniziativa dell'albese Valerio Berruti

L’IMPORTO TOTALE DONATO ALL’OSPEDALE E’ DAVVERO MOLTO ALTO…

«Sì, abbiamo superato i 250000 euro e la cifra sta crescendo ancora perché si stanno sommando i soldi ricavati dai libri che la gente sta già preordinando. Mai mi sarei aspettato tanta partecipazione: stanno contribuendo persone da tutta Italia in una percentuale che mai avrei pensato… infatti, se si guardano i numeri, la quantità di denaro raccolta sul territorio albese ed in Piemonte e quasi equivalente al denaro raccolto grazie alla gente che ha partecipato da Milano, Roma, Napoli, Trieste, da tutta Italia. Ancora più incredibile è però che ci siano state più di 50 donazioni provenienti dall’estero; da Gran Bretagna, Stati Uniti, Danimarca, dal Canada e dalla Spagna, tanti ancora dalla Francia. Quindi è una cosa che mi onora tanto perché donazioni del genere difficilmente sarebbe arrivate e quindi pensare che magari, grazie ad un mio disegno, un inglese permetterà di comprare un macchinario utile ad aiutare persone che non stanno bene, mi fa sentire davvero molto bene ed è un sentimento diverso da quello che si prova quando si mette la mano al portafoglio per donare dei soldi perché, in questo caso qua, è proprio una cosa che fa sentire il caldo di un abbraccio che proviene dal cuore della gente.»

IN MERITO ALL’EMERGENZA CHE STIAMO VIVENDO IN QUESTO MOMENTO, COSA SI SENTE DI DIRE AI NOSTRI LETTORI?

«Evitando ovvietà come “restate a casa” ci terrei a dire di cogliere questa situazione come un’opportunità; quindi di viverla senza piangersi addosso o restando tutto il giorno a guardare serie tv sul divano. Questo potrebbe essere un momento utile per leggere dei libri o per fare cose che, in un momento “normale” non si avrebbe avuto il tempo di fare. Fossi un ventenne mi sfonderei di libri sicuramente… lo coglierei come un momento costruttivo, di formazione. Consiglio dunque, a chi leggerà le mie parole, di farlo perché non so quando ricapiterà di passare tutto questo tempo chiusi in casa e avere il tempo libero necessario per potersi dedicare a cose che altrimenti non potremmo fare.»

GRAZIE PER IL SUO TEMPO E PER LE SUE BELLE PAROLE… SE QUALCUNO VOLESSE SEGUIRLA, VEDERE LE OPERE CHE REALIZZA ED ENTRARE IN CONTATTO CON LEI, COME PUO’ FARE?

«Io ho una pagina Instagram, la pagina Facebook, che si chiamano come me e che sono sempre aggiornate sulle cose che faccio, sulle mie iniziative. Ho poi anche il mio sito, che è infovalerioberruti.com, dove chiunque può approfondire sui miei lavori, sia quelli compiuti, sia quelli che sto facendo. Ci sono mille modi oggi per poter seguire il lavoro di un artista.»

Alberto Sosso

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