Evoluzione o dominazione?


Un libro non è solo un insieme di fogli stampati e cuciti insieme, racchiusi da una copertina. Un libro è cultura, sapere letterario , scientifico, è il”Sapere” di un popolo, anzi, dell’intera umanità.
È imperniato sulle vicende dei suoi personaggi. È erudizione, conoscenza, civiltà…

Il più bello dei libri è quello che non è mai stato letto, perché ancora misteriosamente sorprendente e dalla carica altamente esplosiva. Per fortuna molti uomini sono attratti da questo desiderio di bellezza e ciò li spinge a cercare testi nuovi. Questo perché ogni lettore, nel momento in cui legge, è il lettore di se stesso. L’opera dello scrittore è solo una specie di strumento ottico offerto a colui che legge per consentirgli di discernere ciò che forse, senza quel libro, non avrebbe potuto intravedere in se stesso.
Allo stesso tempo soltanto grazie ai libri è possibile uscire da se stessi, sapere ciò che altri vedono di questa immensità che ci circonda che noi chiamiamo ” universo”…

La letteratura dà una sorta di seconda vita a sentimenti che non esistevano più, insegnando ad accrescere il valore della vita, valore che spesso non si sa apprezzare e della cui grandezza solo grazie ai libri ci si rende conto.

Ogni persona colta sa quanto ha dovuto lottare con se stessa e con gli altri, quanto le costa la sua cultura e quanto tuttavia in certi casi pensa solo a se stessa e dimentica ciò che deve agli altri. Quante volte una persona buona si rimprovera per non aver agito con sufficiente delicatezza ; e tuttavia quando una bella natura diventa troppo sensibile, troppo coscienziosa, troppo colta, per essa nel mondo sembra non esistere alcuna tolleranza, alcuna indulgenza. Però le persone così fatte sono fuori di noi ciò che gli ideali sono dentro di noi, non modelli da imitare ma esempi da seguire.

Il mondo impone una cultura generale, motivo per cui non serve adoperarsi ulteriormente in questo senso; è necessario invece impadronirsi del particolare.

Blaterare quello che per Paola Mastrocola è il ” Pensiero Dominante” in una società come quella moderna è, in un certo senso, una forma di sottomissione all’affermarsi di un unico pensiero, aiutando l’ egemonia degli altri con una rassegnazione malinconica e, per via del clima intimidatorio, induce a tacere.
Molte persone normali, oltre che intellettuali, vorrebbero parlare, esprimere la propria opinione, ma scelgono di tacere perché parlare vorrebbe dire essere immediatamente etichettati tra coloro che pensano cose che è bene non pensare o che non pensano esattamente le cose che è bene congetturare.

Molteplici sono i temi che vengono trattati nei dibattiti contemporanei : alcolismo, volontariato, immigrazione, libertà di stampa, razzismo, tasse, pedofilia, fame nel mondo, clima, gioco d’azzardo, globalizzazione, droga, donazione e trapianto di organi, schiavitù, deforestazione, bullismo, condizione femminile… e parecchi altri ancora : riguardo a questi esistono muri di frasi fatte, parole d’ordine e miriadi di forme precostituite.

Assai frequentemente il pensiero di giornalisti o di qualche figura in”evidenza” prende il sopravvento sugli altri, e la massa si lascia influenzare da quelli che diventeranno pensieri “popolari”, ma talvolta scorretti.

Anche i social svolgono un ruolo importante in tutto ciò. Al giorno d’oggi sono molte più le ore trascorse su siti web o su social network rispetto a quelle spese sui libri   o su testi di vario genere.
Questo perché un libro necessita di attenzioni, “importanza”, un libro ha bisogno di sentimenti per suscitare emozioni. Un sito no.
Internet è veloce, fornisce risposte  istantanee.
Occorre il significato di un termine? È sufficiente cliccare e cercare su Internet. Si sente parlare di un tema d’attualità? Si leggono i commenti, le critiche a riguardo e ci si lascia influenzare, piegare, muovere come marionette dalla massa, una massa che è naufragata nell’ignoranza dei pensieri comuni, di quei pensieri scritti, o meglio, “pubblicati”, per caso e “a caso”.
Ciò non accadrebbe in un mondo in cui le persone, i singoli, prima di scrivere, si documentano attentamente e si istruiscono.

Napoleone disse :”Quando non si dà veruna importanza all’opinione pubblica si mostra che non se ne meritano i suffragi”.

Aveva ragione, l’opinione di molti a danno di tutti.
Sarebbe opportuno dire che lo scetticismo nell’era contemporanea è una virtù.
Bisogna accettare le cose quali sono e non quali si vorrebbe che fossero, e si eviterebbero molti problemi e discussioni superflue.

I libri questi danni non li hanno mai fatti.
Sono concreti, esistono da migliaia di anni , l’ uomo si è sempre affidato ad essi senza esserne mai tradito. E ancora oggi imbattersi  in un racconto sfuggito, dimenticato, ritrovare e leggere ciò che non si credeva esistesse per tornare a sognare, anche per poco, è sorprendentemente piacevole e, ribadendo, il miglior modo di non lasciarsi dominare.

Ribodino Manuela

La vignetta di Ribodino