Emergenza Coronavirus: Intervista al presidente della Croce Rossa di Alba Luigi Aloi

Intervista datata 19 Marzo 2020 al presidente del comitato della Croce Rossa di Alba Luigi Aloi, che ringraziamo per la grande disponibilità.
Con lui abbiamo cercato di capire meglio come il nostro territorio stia affrontando l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro paese, quali siano le maggiori criticità a livello locale e cosa possiamo fare noi, da casa, per aiutare.

QUAL È LA SITUAZIONE IN MERITO ALL’EMERGENZA CORONAVIRUS NELL’ALBESE?
«L’Albese è stata per fortuna una delle ultime zone ad essere colpita da questa emergenza, ma adesso i casi stanno aumentando di giorno in giorno.
In questo momento i pazienti che sono stati riconosciuti positivi al COVID-19 e che hanno bisogno di essere ricoverati in terapia intensiva sono stati portati, con ambulanze e con i trasporti interospedalieri, a Cuneo. Ovviamente attendiamo con trepidazione l’apertura del nuovo ospedale a Verduno perché vorrà dire, anche per noi e per i nostri volontari, un notevole risparmio di tempo e chilometri nell’effettuare questi trasporti.»


ATTUALMENTE, NEL NOSTRO TERRITORIO, QUANTI CASI POSITIVI AL COVID-19 CI SONO?
«Un numero esatto non lo saprei dire perché la situazione è in continua evoluzione… diciamo che ce ne sono già parecchi, nell’ordine dei cinquanta e sono in rapido aumento.
Invito dunque tutti a non avere contatti con altre persone, se non sono obbligati: In questo momento è necessario restare soli e fare “questa enorme fatica” di rimanere seduti sul divano e di non andare a spasso.
Mi rivolgo dunque soprattutto ai giovani: è FONDAMENTALE STARE A CASA. Io ho due figlie, di 26 e 28 anni, comprendo quindi la difficoltà di abbondonare, in questo momento, i rapporti affettivi, di amicizia…
Capisco gli amici che si vogliono trovare alla sera per vedere un film, per andare in discoteca… ma non si può fare perché restare a casa è l’unico modo che abbiamo per fermare quest’emergenza.
Ho saputo che sono arrivati i medici dalla Cina, per aiutarci e, quando hanno visto tutta questa gente in giro, loro che sono molto più ferrei di noi hanno criticato la presenza ancora di moltissime persone in circolazione.
E ritengo significativo il fatto che a livello italiano, con sessanta milioni di abitanti, abbiamo superato il numero di morti che loro, in Cina, hanno avuto con una popolazione di un miliardo e più.»


UN’ALTRA QUESTIONE SU CUI VORREI PORLE UNA DOMANDA È QUELLA DEGLI AIUTI: ABBIAMO VISTO CHE ONLINE, SULLE VOSTRE PAGINE SOCIAL, AVETE LANCIATO DEGLI APPELLI IN CUI CHIEDETE UN SUPPORTO, SOPRATTUTTO ECONOMICO… CI POTREBBE DUNQUE PARLARE UN PO’ MEGLIO DI QUESTE INIZIATIVE? E ANCHE SPIEGARCI UN PO’ PER COSA VI SERVONO QUESTI SOLDI?
«Noi abbiamo, in questo momento, come Croce Rossa, come anche tutte le altre associazioni di volontariato che lavorano nella Sanità, due problemi: il fatto che abbiamo volutamente lasciato a casa i nostri volontari “storici”, ovvero quelli più anziani, che però ci davano una mano e un importante aiuto tutti i giorni. Lo abbiamo fatto giustamente perché abbiamo visto che questo virus, anche se colpisce tutti indiscriminatamente, è molto più pericoloso per le persone anziane. E quindi abbiamo ritenuto opportuno mandare a casa tutti i nostri volontari che hanno una certa età e che hanno magari parallelamente delle patologie.
Poi ovviamente anche altre persone, anche se non rientrano in queste categorie, chiamiamole “protette”, hanno deciso giustamente, anche pensando alla propria salute, di restare a casa. Il problema è che adesso, in un momento in cui abbiamo davvero bisogno di persone, abbiamo i nostri ranghi molto, molto ridotti!
Di conseguenza stiamo chiedendo a tutti anche di fare dei turni impossibili: noi attualmente abbiamo 6/7 giovani volontari di Servizio Civile che, da inizio settimana, per un decreto legge, sono stati messi in congedo straordinario… tutti questi ragazzi hanno però deciso di non aderire al congedo straordinario ma di continuare a lavorare per noi, per dare una mano agli altri volontari.
Questa è dunque la parte del problema che concerne le risorse umane; ovviamente c’è anche un’altra parte che credo conoscano tutti: C’è un’assoluta mancanza di dispositivi di protezione individuale. Mancano le mascherine, mancano le tute, mancano gli occhiali. Noi abbiamo fatto, in queste settimane, ricerca in tutti i posti possibili e i nostri volontari hanno comprato tutto il materiale disponibile..
Ovviamente la regione Piemonte si sta muovendo ma i tempi sono molto lunghi e noi di mascherine ed altro abbiamo bisogno subito ed il fatto che ci sia stata questa corsa alle mascherine ha tolto poi materiale a chi ne ha più bisogno: a chi le usa per professione e anche a noi che svolgiamo questo lavoro come volontari. Adesso siamo molto, molto, molto agli sgoccioli.»


SE QUALCUNO VOLESSE CONTRIBUIRE ECONOMICAMENTE, COME PUÒ FARE?
«Abbiamo pubblicato il nostro codice IBAN e chi non ha visto il nostro volantino in giro può anche direttamente telefonare alla Croce Rossa di Alba per farsi dare il codice.
Devo dire che la popolazione dell’Albese ha veramente risposto bene.

Ieri facevamo una valutazione con il consiglio di amministrazione e stimando al ribasso ci è venuto fuori che avremmo già speso 10000 euro in questi dispositivi e prima che questa emergenza finisca, secondo me, raddoppieremo la cifra. Nessuno poteva sapere che ci sarebbe stata una crisi così difficile e così lunga.
Comunque vorrei portare anche esempi positivi: ad esempio ditte che sono chiuse per via di questa emergenza ma hanno in magazzino maschere che usavano i loro dipendenti ed ora non più, ce le hanno regalate… e questa è una bella cosa.
Altre ditte si stanno invece muovendo per regalarci il tunnel per fare la disinfestazione; ci stanno regalando attrezzature tipo idropulitrici e disinfettanti per lavare le ambulanze, alcol… abbiamo grande bisogno di alcol, che ci serve per disinfettare perché questo virus non “sopporta” l’alcol.
Tutte queste piccole donazioni, sia di soldi sia di materiale, per noi, in questo momento, sono quindi “oro colato”.»


COSA SI SENTE DI RACCOMANDARE AI NOSTRI LETTORI?
«In questo momento abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, aiuto inteso anche come senso civico. Se ciò che è richiesto è di restare a casa tranquilli, starsene a casa è la prima forma di volontariato che uno può e deve fare… purtroppo sembra che questo messaggio non sia ancora stato recepito bene e c’è ancora troppa gente in giro a passeggiare.»


SI SAREBBE MAI IMMAGINATO DI VIVERE, NELLA SUA VITA, UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA DI QUESTO TIPO E DI QUESTA PORTATA?
«No, assolutamente no. La Croce Rossa è un ente internazionale abituato ad affrontare queste grosse problematiche ma noi le abbiamo sempre avute all’estero o in posti comunque lontani da casa nostra. Noi, del nucleo di Alba, abbiamo partecipato ad azioni durante tutti gli ultimi terremoti, abbiamo mandato i nostri volontari e siamo stati, come Croce Rossa, anche ad Haiti dopo il terremoto di qualche anno fa’. La differenza questa volta è che l’emergenza tocca il fratello, l’amico, la nonna, i figli… è una cosa diversa. Stiamo facendo per noi quello che noi facevamo per gli altri. In questo momento stiamo aspettando dei container di mascherine dalla Turchia (che però vengono bloccati alla dogana e non ce li mandano) e invece nelle altre emergenze accadeva il contrario: eravamo noi che mandavamo i container all’estero! L’ultima grande emergenza del nucleo del 118 della regione Piemonte è stata in Madagascar, in cui abbiamo mandato il grosso delle nostre forze per aiutare la popolazione che era stata colpita da delle alluvioni. Adesso siamo noi ad aver bisogno di gente che da fuori viene qui ad aiutare noi e si sono dunque un po’ capovolte tutte le priorità che avevamo.»

Le informazioni per donare alla Croce Rossa di Alba

di Alberto Sosso e Giulio Pavesi