Dopo-covid: cosa succede in Italia?

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Prima ondata, seconda ondata, forse siamo già nella terza e il tanto auspicata new normal è probabilmente ancora distante dall’essere raggiunto. Ma come starà l’Italia nel dopo covid?

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L’importanza della campagna vaccinale nella stagione del dopo covid

La situazione va affrontata sotto due aspetti. La prima è la situazione sanitaria che è chiaramente legata alla campagna vaccinale in atto e al suo successo. Varianti covid permettendo. Le speranze infatti sono riposte nella diffusione del vaccino e nel raggiungimento di una protezione sufficiente a garantire la cosiddetta copertura di gregge, che permetterà di ottenere quella condizione di sicurezza necessaria a far ripartire le normali dinamiche sociali ed economiche.

La più grande recessione economica dal 2008

Proprio la situazione economica è l’altra grande incognita che accompagna ogni previsione sul dopo pandemia. Il lockdown generale prima, e le successive misure restrittive, hanno influenzato negativamente buona parte dell’economia nazionale. Tutti i comparti, fatta eccezione per la grande distribuzione, hanno subito gravi conseguenze che non sono state ancora ristorate, nonostante i numerosi provvedimenti succedutisi in questi mesi. Con la fine del blocco dei licenziamenti, se non ci saranno adeguate contromisure, il rischio è lo scoppio di una crisi sociale di portata difficilmente misurabile, che potrebbe scatenare reazioni a catena nell’intera filiera della nostra economia.

Alla situazione del mercato domestico si deve sommare l’incertezza internazionale. Cina a parte, nessun grande sistema economico è stato ancora in grado di ripartire. I principali partner economici dell’Italia, da cui dipende buona parte del nostro export industriale, sono ancora fermi e nonostante perdite di pil più contenute rispetto all’Italia, gli scenari nell’immediato futuro non sono ancora capaci di fornire chiari segnali di uscita.

Dopo-covid: cosa succede in Italia?
Dopo-covid: cosa succede in Italia?

Il recovery fund per ripartire nel dopo covid

Uno degli strumenti su cui si punta per avviare un percorso di rilancio, è il Recovery plan, ovvero il piano che il Governo Draghi presenterà alla Commissione Europea, per l’utilizzo dei fondi del Next generation eu. Si tratta del più grande finanziamento pubblico mai ricevuto dai tempi del piano Marshall. 209 miliardi che andranno sviluppati in modo tale da assicurare non solo adeguata capacità di spesa, ma la realizzazione di alcune riforme di sistema – quella sulla giustizia ad esempio – necessarie per consentire l’approvazione europea. Due le incognite principali che il Governo Draghi dovrà affrontare con una certa urgenza: i tempi, che sono decisamente molto brevi e il pieno sostegno delle forze politiche che sostengono il suo Governo.

Non sono ammessi passi falsi o incidenti di percorso. Sull’Italia pende la spada di Damocle dei ripetuti sforamenti di bilancio che una volta concluso questo periodo di deroghe e apertura potrebbe ritorcersi contro l’Italia se, nel frattempo, l’economia non sarà ripartita.

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