Come un virus latente

Un totale durante tutta la guerra di 17 milioni di soldati. Wehrmacht. Che fine ha fatto un tale numero di uniformi?

Tornando dalla Russia i cappotti sono stati barattati per pane nell’Europa orientale, tenuti nascosti per anni sotto il comunismo (era troppo pericoloso renderli evidenti) hanno iniziato ad affiorare oggi.

In Germania le camicie consunte sono state ancora usate, per poco però, ben presto anche la loro fattura venne meno. Non morirono però tutte in un bunker a Berlino, la fattura di Hugo Boss era troppo raffinata.

I pantaloni alla zuava discesero le Alpi e si stabilirono proprio a casa nostra, certamente logorati, ancora utilizzabili per molto tempo ancora. Alcuni oggi si ostinano ad indossarli.

Le giacche finirono a casa delle massaie vedove, forse le uniche che capirono che era meglio trasformare in stracci certi ricordi macabri piuttosto che farli inddossare ai propri figli.

Alcuni stivali finirono nei musei, erano pur sempre una parte di storia da ricordare.

Oggi, a settantacinque anni dal loro ultimo vero utilizzo ufficiale, non ci siamo ancora liberati da queste uniformi, che, in qualche modo, circolano ancora sotto i nostri occhi. E noi, immobili, non abbiamo ancora imparato a liberarcene, come un virus latente.

In Ungheria torneranno di moda, forse, con Orbàn.